La situazione professionale si era presentata molto bene. Tutti sembravano giovani e rampanti.
Mi sbagliavo.
Mi sbagliavo perchè non avevo calcolato che gli spagnoli in quanto essere umani soffrono di una delle sindromi più diffuse e meravigliosamente definite dal baresismo "carico a chiacchiere".
Di chiacchiere ne ho sentite molte e di fatti ben pochi.
Anche se ho trovato due colleghi in gamba e con cui ho legato subito, non posso non affermare che siano un po' sfaticati. Si accontentano di quello che conoscono e non vogliono imparare. Tragico difetto per chi fa il mio mestiere.
Il capo, d'altronde, non stimolava mica. Passa le sue giornate ad organizzare quelle degli altri tra calendari on-line, riunioni e lavagnetta. Un autentico incubo.
Ha 26 anni e passa le sue giornate a fare il "grande vecchio", quello che "io ho visto cose che voi umani non osate nemmeno immaginare... e blablabla". Se ne approfitta perchè è il figlio del titolare.
Non sa fare una benemerita mazza e si permette il lusso di gestire il gruppo.
Se da un lato mi ha sempre lodato come "l'esperto/guru" dall'altro non si faceva mai sfuggire occasione per imporre il suo pensiero e il suo volere. Fa niente che la gran parte delle volte era inutile e - anzi - tecnicamente pericoloso. Ma il potere è potere, vuoi mettere?!
Per il resto, si sono alternati ragazzetti in procinto di laurearsi in informatica che venivano benbene sfruttati per i lavori più "sporchi". Non credevate mica che la Spagna sia il paradiso e gli esseri umani si comportino diverasamente dall'Italia?!?
Infatti uno dei più grandi insegnamenti, nonchè luoghi comuni, che ora posso affermare a gran voce è: tutto il mondo è paese.
Segue...
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