lunedì 26 gennaio 2009

Bilancio. Parte I.

Tra esattamente una settimana lascio la Spagna per fare ritorno in patria. Credo quindi sia tempo di tirare le somme.
Non so come tirarle, non so che ordine dare ai miei pensieri a conclusione di questa esperienza all'estero. Si perdoni quindi la confusione che regnerà nei prossimi post ma... mica avete pagato per leggere, quindi accontentatevi! :-P

Partiamo da un dato di fatto: sono qui da 7 mesi. Sono andato molto oltre le aspettative di qualcuno e forse anche delle mie.
Sinceramente all'inizio, se da un lato ero "cazzuto" e avevo preso la situazione di petto, dall'altro ero un po' preoccupato. Ho sempre saputo di essere legato molto alla mia terra e per questo non potevo non mettere in conto un eventuale rientro anticipato. Che, in senso lato, comunque c'è stato.

All'inizio mi avevano proposto una esperienza "strardinaria", in un ambiente dinamico, giovane, "flessibile", dove avrei avuto la massima libertà. Chiacchiere. E pure molte.
Ho trovato un ambiente diverso da quello mio solito, ma sarebbe stato difficile il contrario visto che ho solcato almeno il confine.

Ma andiamo in ordine. Sicuramente il primo mese è stato quasi di vacanza, divoravo tutte le novità giornaliere, ero entusiasta del nuovo ambiente e non andavo mai a dormire prima di mezzanotte.
Il secondo mese è stato invece una piccola tragedia, complice il caldo e le "ferie obbligate" di molti, Murcia si è trasformata in un deserto.
Da Settembre in poi c'è stato un lento declino, la routine ha preso il sopravvento e lo "straordinario" è evoluto in "ordinario". Piano piano tutte le cose che all'inizio mi sembravano strane, sciocche o sui-generis sono diventate la mia quotidianità. Così come la lingua.
Se il primo mese ero completamente "straniero", dopo le prime settimane sono entrato a pieno regime nel nuovo idioma e nei nuovi "costumi sociali".
Vedi la seconda colazione delle 11.00 a base di bocadillos o la gradazione alcoolica delle serate.

Un altro dato di fatto è che l'esperienza dal punto di vista culturale è stata fenomenale. Conoscere, vivere, lavorare e stare gomito a gomito con ragazzi/e provenienti da mezzo globo mi ha profondamente colpito.
Parlare, scherzare e ridere con ragazze con gli occhi a mandorla, o giocare a pallone con polacchi, tedeschi e messicani non poteva non conquistarmi. Grazie a questa esperienza ho conosciuto gente e ho confrontato le mie idee, mi sono ricreduto di tutti gli stereotipi che ci portiamo appresso, ho scoperto usanze che non credevo potessero esistere (le formalità sociali della Korea del Sud) e constatato che il mio inglese - che ritenevo decente - messo a confronto con gli altri ragazzi è di un livello meno che scolastico.

Dal punto di vista professionale l'esperienza non è stata meno proficua. Ma purtroppo non come avrei immaginato.
Qui, un po' per l'assenza di mille "distrazioni" un po' per il rilievo che mi hanno dato, ho potuto approfondire in maniera autonoma le miei conoscenze. Ho avuto il tempo e la tranquillità per scoprire e studiare nuovi e interessanti metodi di sviluppo web.
Certo, in teoria avrei dovuto essere il "project leader" trainare il gruppo di persone dell'ufficio che si occupa del web. Ma tutto questo non è avvenuto.
Approfondimenti nella II parte di questo bilancio ;-)

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