mercoledì 29 ottobre 2008

Vito Garibaldi

Anche qui. Come sempre mi vedo costretto a prendere in mano le redini della rivolta (nel senso intellettuale).
Io e il mio gruppo di lavoro siamo stanchi di subire i continui "cambi di rotta" che i capi decidono. Cambi che mai hanno una motivazione tecnologica o a lungo raggio, piuttosto è come "navigare a vista", con una rotta che cambia di volta in volta. Dipende dal vento. Dipende da quello che più piace.

La strategia del mio capo, quindi settore IT&Comunicazione, è da "negozio". L'unica logica e l'unico approccio comparabile alla sua non-strategia è simile a quando ci si reca in un negozio: voglio questo, prendo questo, ascolto il consiglio del commesso e mi faccio guidare. Oggi questo, domani quello. Il nuovo giocattolo che ho comprato non so farlo funzionare, lo cambio, lo ricambio e anzi dico che l'azienda produttrice non sa fare il suo lavoro, non è colpa la mia che non leggo le istruzioni!
Nessuna pianificazione ... "si fa perchè mi piace" sembra essere il motto.
E noi ci siamo stancati. Ieri abbiamo fatto riunione e gliel'ho detto nei denti come mio stile. E va bene che non appartengo a questa "cultura" e non parlo spagnolo fluentemente, ma le cavolate le so riconoscere benissimo.
Così i miei compagni di disavventure mi hanno seguito e ho capito che da tempo pensavano esattamente come me, le stesse cose, solo ceh gli mancava il coraggio o forse una "voce" fuori dal coro come può essere la mia.

Fortunatamente non c'è stato spargimento di sangue e si sono mostrati comprensibili. Spero che questo cambio di rotta faccia bene a tutti. A me per primo.

lunedì 27 ottobre 2008

4° mesiversario

... e fa pure impressione scriverlo :-D
Parola chiave di questo quarto mese passato in terra iberica è: routine.
Che palle la routine, specialmente quando non sei a casa tua. Tutti i giorni uguali: lavoro, studio e tesi. Ti ammazzi per 18h al giorno per smazzarti il tutto (per non contare le ore dedicate alla pulizia della casa, lavaggio, stiraggio e cucina) e poi arriva il weekend e che fai?
Non posso permettermi il lusso di andarmene in giro, c'ho una tesi da scrivere e degli esami da preparare. E quindi mi accorgo che i post che scrivo stanno diventando sempre più corti e sempre più rabbiosi: la routine ha preso il posto della novità. Wow :-(

E poi la scoperta che anche qui ci sono le teste di cazzo e i capi che non meritano il ruolo attribuitogli. Ogni giorno una battaglia. Uguale uguale a Bari.
Mi aspettavo di meglio? No, ma che almeno ci fosse un po' di colore. Naaaa... le testine sono sempre le stesse e hanno sempre gli stessi difetti, per tutto il mondo, in tutte le nazioni... tu chiamale se vuoi... globalizzaziooooniii :-P

Poi, che altro ...mmmhmh... mi mancano i pranzi domenicali in famiglia. Che noia pranzare da solo la domenica, di una tristezza infinita. Sarò patetico, mieloso o troppo provinciale, ma voglio vedere chi - in questo momento sta sghignazzando pensando che lui invece farebbe il giro del mondo senza voltarsi indietro - abbandonerebbe i propri sani usi&costumi.
Perchè si sa, questi signori dal ghigno facile stazionano su comode poltrone casalighe, chissà poltrone paterne, sono quelli del "rimani lì che si sta bene!!" ignorando anche la posizione geografica di Murcia e il PIL spagnolo, quelli del "se fossi al posto tuo vedessi come ci starei bene" e rimangono in pantofole, quelli del "voglio fare il viaggio on-the-road" ma basta che non pagano la benzina.
Vabè, queste polemiche meglio che le tengo in caldo per i primi incoscenti di questa categoria sopramenzionata che avranno l'imprudenza di martoriarmi gli zebedei appena tornato in patria.

Giovedì parto per Barcelona: queste sì che sono buone notizie :-)

domenica 26 ottobre 2008

La febbre del sabato sera... argh!

Non starete per caso immaginando il sottoscritto con camicia anni 70, capelli impomatati e pantaloni a zampa di elefante che balla per le disco di Murcia?!
Quando parlo di "febbre" è quella vera :-(
Venerdì a pranzo ho avuto l'infelice idea di mangiare un piatto tipico murciano condito con un bel po' di cipolla.. non l'avessi mai fatto! Dal venerdì sera non ho avuto più pace: dolore di stomaco e temperatura febbrile.
Notte passata a vomitare e giorno seguente abbracciato al water. Maledetta cipolla murciana!!

venerdì 24 ottobre 2008

Cercasi disperatamente "la via di mezzo"

A volte penso che quello strano sono io. Che non è possibile che mi capitino sempre situazioni in cui non mi trovo esattamente a mio agio, con scelte che non condivido. E allora mi fermo a pensare: sono io quello che non si "accontenta" o sono le situazioni in cui mi ritrovo che sono "estreme". O forse, terza ipotesi, non sono la persona giusta al momento giusto.

Provengo da una situazione lavorativa dove la parola d'ordine, purtroppo e usualmente, è "non faccio niente perchè non mi compete". Questa competenza poi è tutta opinabile e di rado si riesce ad individuare. Un ambiente dove non ci sono stimoli, dove granparte non ha voglia di fare niente, non ha "attaccamento all'istituzione", che si accontenta di galleggiare, di passare la giornata cercando di fare il meno possibile e pensare ai cazzi suoi.
Questo ambiente ho lasciato con la speranza che qui a Murcia, nella "rampante" Spagna (questo si pensa ora in Italia) avrei trovato un ambiente confacente alle mie capacità e alle mie passioni.

Ebbene sì. Qui ce ne hanno troppe di passioni. Nell'ufficio dove lavoro esiste la stessa identica disorganizzazione e illogicità dell'ambiente precedente, ma con polarità opposta.
Se prima l'illogicità era data dalla mancanza di entusiasmo qui ce n'è fintroppo. Se prima nessuno voleva fare niente perchè si diceva "non competente" qui si cerca di fare tutto perchè ci si crede competenti in tutto. Assurdo.

Non voglio entrare negli aspetti tecnici della questione ma, posso dire che secondo il capo noi dovremmo occuparci di tutto. Persone che hanno preparazioni e skills, ad esempio, prettamente legati alla comunicazione da "ufficio stampa" dovrebbero, dal giorno alla notte, mettere su una webtv.
Altri colleghi che gestiscono sitarelli fatti per "passione" senza MAI considerare le implicazioni tecniche e di sicurezza che una webapplications comporta, dovrebbero mettere su sistemi complessi per la gestione dei contenuti.
Colleghi che sanno usare solo windows per installare programmi, dalla settimana seguente dovrebbero manuntenere webservers con sistemi operativi completamente diversi.
Motto del capo sembra essere: Io sono il migliore di tutti, io so fare tutto.

Per me è inconcepibile. Si fa prendere dall'euforia. Fino all'altro giorno era euforico per il software che uso io per lo sviluppo dei portali, e da oggi vuole "un blog per ogni prof" perchè ha ascoltato una conferenza ieri sera sul blogging.
Sembra ci sia una equazione perversa del tipo: "mi piace" -> "il software esiste" (fottendosene allegramente dei requisiti tecnici) => "si fa da domani", e cosa più grave, "tutti devono seguirmi".

Non so cosa pensare, non so come così giovane possa portare dentro questa arroganza e questa "aurea dittatoriale" che incarna nel "tutti devono fare/dire/pensare quello che faccio/dico/penso io perchè IO STO NEL GIUSTO".
Ma si può?

mercoledì 22 ottobre 2008

Brividi di un passato che ritorna

"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950

domenica 19 ottobre 2008

Cristoforo Colombo e altre amenità

Il mio passatempo preferito quando sto con gli spagnoli è "la sfida al paese migliore" :-)
Ogni giorno, specialmente a pranzo con i colleghi, partono lunghi e quanto mai scontati dibattiti sulle vicendevoli mancanze e quasi mai prodezze.
Di solito entrambe le parti combattenti rivendicano le seguenti cose:
  • le ragazze più belle
  • il paesaggio più bello
  • la cucina più buona
  • i politici più merdosi
  • Cristoforo Colombo
Ebbene sì! Ho scoperto che qui in Spagna la storia non è "uguale alla nostra". Qui si insegna ai ragazzini, non senza un moto di orgoglio da parte degli iberici, che Cristoforo Colombo è spagnolo! :-S
Infatti ricercando sulla wikipedia la parola "Colombo" appare un semisconosciuto (per me) CRISTOBAL COLON, alias Cristoforo Colombo... gli hanno cambiato pure il nome!
Nella pagina biografica si possono leggere le seguenti righe:
El origen de Colón es un absoluto enigma por haberse perdido mucha documentación y por los intereses de varias provincias en adoptarlo como su hijo honorable. Aunque se barajan algunas hipotésis sobre su origen no se sabe nada con certeza; la primera hipotésis es que era de origen portugués, aunque actualmente esta hipótesis ha sido rechazada por muchos historiadores al demostrar que en sus cartas hay incorrecciones gramáticales propias de gente que ha aprendido el idioma y no lo tiene como materno; la segunda hipotésis es que era de origen italiano concretamente genovés; la tercera hipótesis es que era de origen español concretamente catalán basándose en la idea de que en sus escritos aunque todos en lengua española o castellana hay giros lingüísticos propios de la zona catalana. También existen conjeturas indicando su origen sefardí, de acuerdo a la tésis del historiador Salvador de Madariaga.
Tratto da http://es.wikipedia.org/wiki/Crist%C3%B3bal_Col%C3%B3n

Assurdo. Ovviamente ho controllato sulla wikipedia italiana e non c'è traccia di tale "incertezza di origine" o come lo definiscono loro "un assoluto enigma" dell'amato genovese.
E per leggere una voce disinteressata, sono andato a vedere nella versione inglese dell'enciclopedia libera. Come sospettavo nemmeno qui c'è l'accenno ad una eventuale incertezza sulle origini dell'esploratore italico.

Oltre questa triste parentesi storica, di solito ci dilettiamo nel chi ha i politici peggiori.
Zapatero da queste parti non è assolutamente amato, e in genere nemmeno tollerato.
Anche qui sono frequenti i reati commessi da politici in "abuso d'ufficio" o corruzione, ma hanno il buon senso di cacciarli a pedate.
Naturalmente quando si parla del Cav. Banana, loro si arrendono e mi fanno vincere la partita :-D

Al proposito della cucina, ovviamente secondo loro, quella hispanica è la migliore. Ci rimproverano di mangiare sempre e solo pasta. Io ovviamente rispondo per le rime e faccio notare che se non esistesse la carne a loro gli rimarrebbero solo le patate! Eppure in genere sono disposti a uscire un bel po' di soldini per andare a mangiare in (fantomatici) ristoranti italiani qui a Murcia.
Se non è buona la nostra cucina, perchè spendono soldi in questo senso? :-D

Vabè, sono discorsi che lasciano il tempo che trovano e d'altronde si sa: there is no place like home.

venerdì 17 ottobre 2008

Spanish for dummies / 4

E andiamo avanti! Nuova puntata con la serie denominata "Spanish for dummies", sempre con lo scopo di far capire che lo spagnolo non è l'italiano con l'aggiunta di una "S" alla fine della parola.
Ne scopro alcune quasi ogni giorno, e quando posso me le appunto. Sicuramente ce ne sono tantissime che in spagnolo hanno un senso diverso dall'italiano anche se possono sembrare "uguali" e quindi si può attribuire lo stesso significato.
Ma bando alle chiacchiere ed ecco le quattro palabras di questa puntata.

Guardar
State pensando che questo verbo voglia significare "vedere" o qualcosa del genere? Spero di no, perchè non potete dire che state "guardando una chica" volendo far sapere che state sbavando appresso ad una belleza hispanica perchè questo verbo si traduce in italiano con "aver custodia".
In ambito informatico si usa anche per dire "salvare (un file)".

Timbrar
Arrivate davanti al palazzo di un vostro amico spagnolo è gli fate uno squillo, lui vi risponde di "timbrar"... che fate? cercate inchiostro, timbro e carta?!? Ma nooo, timbrar usualmente si utilizza come verbo di azione verso un citofono (in questo caso)

Barato
Vi scrivo "barato" e già immaginate un mercatino con la gente che contratta sulle bancarelle. Lo so. Bravi. Bella figura.
Barato in italiano si traduce come "economico".

Cuidar
No. Non lo fate. Non pensate che cuidar significhi prendere la macchina e andare da qualche parte.
Usualmente questo termine identifica il "prendersi cura" (sinonimo appunto di guardar) o dimostrare attenzione verso qualcuno.

martedì 14 ottobre 2008

Al giro di boa

Domani 15 Ottobre è il giorno del giro di boa. Da domani sarò al 50% della mia permanenza qui a Murcia.
Quindi, facendo un po' di rapidi calcoli, l'ultimo giorno di trasferta è il 31 Gennaio. La data è già decisa e, credo, inamovibile.
Inamovibile perchè qui è finito l'idillio, sono finite le fiestas e la laurea si avvicina. Mi sembra passato tutto così in fretta, ma allo stesso tempo mi sembra che i prossimi mesi passeranno troppo lentamente.
L'ambiente di lavoro anche se giovane e sereno non mi soddisfa. Troppi capricci, troppe pretese e un'arroganza da parte dei capi (o presunti tali) che è assolutamente incompatibile con il mio carattere. E lo devo dire, mi costa molto, ma devo farlo: la triste realtà è che "tutto il mondo è paese".
Passiamo oltre, non è tempo per fare i bilanci.

Vero è che, anche se qualcuno ha sempre pensato diversamente, qui è un periodo di lavoro e studio. Non certo di vacanza. Anche qui ho la mia routine, ed è una routine fatta di una intensa giornata lavorativa e il resto delle ore passate a studiare, così come i weekends.

Per fortuna Murcia è una città tranquilla e riesco a ritagliarmi spazi per la mia vita sociale, con cene, uscite serali internazionali e serate al cinema.
E' un periodo intenso e duro. La sera per me è fatta di libri e di vani tentativi di scrittura di tesi.

L'esperienza qui è molto bella, ma lasciatemelo dire, è troppo dura per durare tanto.

sabato 11 ottobre 2008

¡Salsa!

Ebbene si. Vi giuro che ci ho provato per ben tre volte, accumulando (record personale) 30 minuti di mia presenza in pista da ballo!
Ovviamente il tutto è stato anche frutto della quantità di alcool che sti spagnoli ingeriscono ogni volta che "salgono por fiesta" (e io per educazione mi accodo :-P).
Ma andiamo con ordine.

Componenti del gruppetto con il quale sono uscito ieri sera: quattro spagnoli (due chicas e due chicos), una ragazza serba (di rilievo...), una ragazza montenegrina e un londinese.
Per prima cosa ci siamo dati appuntamento nella very nice Plaza de las flores. Una volta riuniti siamo andati per tapas.
"Andar per tapas" vuol dire andare in un ristorante tipico a mangiare le ancor più tipiche "tapas" che sono ne' più ne' meno le nostre portate di antipasto. Il tutto naturalmente innaffiato dall'immancabile Estrella Levante (la birra ufficiale di Murcia) e con una forte presenza del buonissimo jamon iberico.
La cena è stata piacevole. D'altronde come ho avuto modo di scrivere più volte, stare con gente di diversi paesi e culture è sempre molto bello.
Ma... argh! Il mio inglese! Perduto :-( Questo è l'effetto collaterale del vivere qui da più di tre mesi e parlare sempre in spagnolo.
Mentre durante il io primo mese riuscivo con disinvoltura a parlare in inglese e a non spiccicare una parola di spagnolo, ora, il mio cervello anche se in modalità "lingua estera" tira fuori solo parole iberiche! Incredibile. Ho un blocco :-(

Vabè, arrangiando con un po' di italiano, spagnolo e le poche parole di inglese che mi venivano, la serata nel ristorante è passata piacevolmente. E poi...
Poi tutti a bailar la salsa! Anche il sottoscritto... o almeno ci ho provato, giuro!
Siamo adati in un locale ad hoc, quasi una discoteca, ma difficile descriverlo in termini "italici". Anche qui, birra e compagnia. Sarà per l'effetto dell'alcool ma mi sono fatto trascinare dalle spagnole in pista. Ci hanno provato a farmi ballare, a insegnarmi i passi e io mi sono impegnato. Ma niente! E' inutile: il ballo non fa per me.

Comunque la serata anche se passata con l'amicone londinese a bere birra e adocchiare le fanciulle, mi è piaciuta molto. Qui non si ballano le solite fesserie dei "balli di gruppo" con i "muovi la colita", "la mano mano" e menate del genere.
Vedere ballare gli spagnoli è un vero spettacolo. Altro che passi "adelante". Questi fanno salsa acrobatica.
Tutti in pista che si scatenano e si aggrovigliano con il ritmo latino senza dover perforza avere un imbecille di turno che ti grida di "muovere la destra e poi la sinistra".

Bella nottata, molto spagnola of course ;-)
Ora della nanna: 4.00 am

venerdì 10 ottobre 2008

Il colmo dei colmi?

Un italiano residente (temporaneamente) in Spagna che va a mangiare in un ristorante cinese.

Quasi mi vergogno pure a scriverlo. Ma, seppur capace di intedere e volere, i miei colleghi ieri hanno preso il "piccio" del ristorante cinese, quindi tutti quanti in blocco a sto cavolo di ristorante cinese. Naturalmente è tutto perfettamnte identi ai "ristoranti cinesi d'Italia"".
Stesso arredamento, stesso menu, stessa musica e pure ... gli stessi camerieri! :-D Madò, e che sembrano così tutti identici...

Il menu era perfettamente uguale, gli involtini primavera, il riso alla cantonese, la salsina fosforescente... da brivido.

Per fortuna stasera ho una serata tipica spagnola: tapas e a bailar!

P.S. Evitare di sghignazzare...
P.S.S. e se non fosse riferito al fatto di "vito a ballare" il titolo di questo post? :-)

martedì 7 ottobre 2008

Spanish for dummies / 3

A grande richiesta (supposizione, non affermazione :-D) torna lo "spanish for dummies" ovvero un post scritto per dimostrare che l'italiano e lo spagnolo non sono così simili e non basta far terminare le parole italiche con una "s" per ablar en español.
Naturalmente vi invito a leggere i due post precedenti per poter acquisire una panoramica più vasta del bagaglio locutorio che intento esplicare (e-c-che-c-cosa-come-sto-oggi :-P).

Convenio
"Facile!" starete pensando... Convenio = Covegno = un posto dove dei relatori parlano e della gente sta seduta ad ascoltare. Ma no! Tonti! Convenio si traduce in italiano con "accordo" o anche "convenzione".

Cerca
Terza persona singolare del verbo italiano cercare. E come no!? Non correre. Il "cerca" spagnolo si traduce con "vicino". Quindi se sentite qualcuno dire "cerca la catedral" non vuol dire che vi sta dicendo di cercare l'edificio religioso ma è una indicazione traducibile come "vicino alla cattedrale".

Vaso
Magari con un bel geranio. Naaaa.... il vaso spagnolo in italiano è il bicchiere.

Arrancar
sentite questa parola e già vi immaginate un tipo sudato che magari scala una montagna con grande sforzo??! Per fortuna non vuol dire questo. Arrancar si traduce con "iniziare".

Appagar
Il vostro lavoro vi appaga? Bhe non dite così ad uno spagnolo perchè prenderebbe fischi per fiashi. Infatti il verbo appagar spagnolo in italiano si traduce con "spegnere".

domenica 5 ottobre 2008

L'asse da stiro sacrificale

A noi due.
Come nei millenni passati, così ora. La storia si ripete. Eccolo lì l'altare del mio sacrificio: l'asse da stiro.
Con movimenti lenti lo apro e lo poggio sul tavolo prescelto. In casa ci siamo solo noi due e le camicie da stirare.
Con il bicchiere riempio la mia mannaia (il ferro da stiro) per il sacrificio da compiere questa mattina. Non ci sono alternative, ne mezze misure: le camicie me le devo stirare da solo. E così sia.
Connetto la spina alla presa elettrica ed ecco il ferro da stiro illuminarsi di rosso con il suo ammiccante led. Io e lui, io e la luce rossa.
Appena si spegne impugno con decisione il manico: sei lo strumento della mia redenzione dopo anni di fancazzismo casalingo. Non posso sbagliare. E' il giorno del giudizio, il battesimo del fuoco di ogni single maschio.
La prima camicia si trova già ben posizionata sull'asse. E io lì davanti con le gambe divaricate, un po' Abramo davanti al suo figlio da sacrificare un po' come Totti dal dischetto di rigore in una ennesima finale.
Mi decido e l'appoggio. Sento il cotone della camicia che si scalda sotto il ferro ben piazzato.
E vai.

Sono concentrato, giro e rigiro la camicia con maestria. Passo velocemente il ferro e mi soffermo sulle pieghe. Tutto deve essere effettuato per bene, non posso accontentarmi, non posso andarmene in giro con una camicia stirata alla bell-e-meglio.
Tutto mi viene naturale, quasi mi sorprendo della rapidità di esecuzione del lavoro.
Fuori la prima camicia, fuori la seconda e così la terza.
Missione compiuta e come un pistolero fuori dal saloon soffio sul ferro ancora caldo.

sabato 4 ottobre 2008

Todavia no quiere!


Eccolo il lait motive della notte appena trascorsa.
Assieme alla mia companera di piso ci siamo ritrovati ad una fiesta in un appartamento di un italiano che ha praticamente invitato la totalità di studenti stranieri di Murcia! :D
Eravamo, credo, più di 40 persone. Certo aveva un appartamento gigante nella periferia della città ma vi lascio immaginare cosa vuol dire essere in oltre 40 e parlare in diverse lingue :)

Diverse lingue... insomma! :-D Eccolo lì appunto il "Todavia no quiere" che è la traduzione letterale del "Ancora non vuoi!" tipico modo di dire barese. E sì, perchè in quel marasma di gente ci siamo ritrovati in 4 a provenire dalla stesa città natale. Non vi dico!

Bellissima serata, anzi nottata, in una piccola torre di Babele. Ovviamente sangria e pinacolada a fiumi... nuove amicizie, diversi stili di vestire, risate con battute in uno spagnolo pessimo, ma che per il solo fatto di essere fatte in tale sgangherato linguaggio portavano allegria per il piso.

I paesi più rappresentati ieri: Italia, Francia e Germania. Per il resto c'erano presenze dall'Ungheria, Belgio, Cecoslovacchia, Danimarca.

Forse dovrei però darmi una regolata, non posso tornare alle 4.00 di mattina altrimenti non riuscirò a scrivere mai questa benedettissima tesi di laurea.

giovedì 2 ottobre 2008

Respira

(by Pink Floyd - fate partire il video, leggete il testo e lasciatevi trasportare)



Respira, respira nell'aria
Non aver paura d'insistere
Parti, ma non lasciarmi
Guardati intorno, scegliti il terreno adatto
Per quanto tu viva e in alto voli
E i sorrisi che donerai e le lacrime che verserai
E tutto ciò che tocchi e vedi
E tutto quel che la tua vita sarà

Corri coniglio, corri
Scava la tana, dimentica il sole
E quando infine il lavoro è concluso
Non ti sedere, è ora di scavarne un'altra
Per quanto tu viva e in alto voli
Ma solo se cavalchi la corrente
Tenendoti saldo sull'onda più grossa
Vai dritto sparato verso un precoce sepolcro

BREATHE
Breathe, breathe in the air
Don't be afraid to care
Leave but don't leave me
Look around, choose your own ground
For long you live and high you fly
And smiles you'll give and tears you'll cry
And all you touch and all you see
Is all your life will ever be

Run rabbit run
Dig that hole, forget the sun
And when at last the work is done
Don't sit down, it's time to dig another one
For long you live and high you fly
But only if you ride the ride
And balanced on the higgest wave
You race towards an early grave

mercoledì 1 ottobre 2008

Feliz cumpleaños!

Chi l'avrebbe pensato, il mio 28° (argh!) compleanno festeggiato in terra estera.
Apprezzo chi riesce a pianificare la propria vita: io non ci sono mai riuscito. E forse questo non fare troppi progetti a lungo termine con la propria vita alla fine paga.
Fino all'anno scoso mi affannavo nei giorni immediatamente precedenti a cercare di metter su un piccolo banchetto per gli amici e pensare a cosa fare per la sera. E oggi invece no, mi sono lasciato trasportare: un compleanno improvvisato.

Ottima improvvisazione però. Ieri sera con i tedeschi fino alle 24.00 a festeggiare una ragazza che compieva gli anni e dal minuto successivo a festeggiare il sottoscritto.
Fa un po' impressione ricevere i primi auguri in tedesco :-)

Anche la mattina è trascorsa tranquilla, tra gli auguri in spagnolo dei colleghi e le risposte a quelli arrivati tramite disparati mezzi di telecomunicazione da chi sta in Italia :-D

Questa sera invece la coppia colombiana, assieme alla compañera tedesca (che ha preparato la torta per me con le sue manine... ), mi hanno portato in un ristorante muy tipico e di quelli come piacciono a me: sedie sgangherate in legno, la tovaglia di carta, il cameriere un po' scontroso e che ti chiede se vuoi la birra con quella faccia che non ammette repliche.
"El palumo" è un ristorante a quattro passi da casa, frequentato solo da murciani veraci (buon segno) e a conduzione familiare: della serie che il cuoco è il capofamiglia, la madre da una mano e i figli fanno da camerieri.
Cena con piatti tipici muricani e conto pagato dai colombiani! Ebbene sì! Per sdebitarsi di tutte le deliziose cenette (testuali loro parole) preparate dal sottoscritto mi hanno offerto la cena.
E' proprio vero: chi semina raccoglie. E chissà se l'esperienza estera nella sua totalità darà buoni frutti nel futuro :)

Auguri Vito.

P.S. La foto è della torta preparatami dalla mia companera tedesca. Buona. Ma ancor di più è apprezzabile il gesto: preparare la torta e spendere tempo/soldi per chi conosci da appena un mese :)