Ed infine, dopo sette mesi da emigrante, l'avventura spagnola termina oggi.
Grazie a chi ha avuto la voglia e la pazienza di leggere questo blog.
Grazie a chi mi ha sempre sostenuto e incoraggiato.
Grazie a quelli che "ma statti lì che tutto va per il meglio! chi te lo fa fare a tornare in Italia?!" e invece se ne stanno in pantofole sul divano. I giramondo col telecomando in mano mi hanno fatto capire che per fare nuove esperienze bisogna sudare e non fare come loro che se ne stanno stravaccati a casa.
Grazie a tutti quelli che so di trovare al mio ritorno in Italia e fan@@@lo a quelli che non ci saranno.
Grazie a me che ho avuto la forza di fare (quasi) tutto da solo. In questi sette mesi sono cresciuto e mi sono piaciuto un bel po' :-P
Questo è l'ultimo post del mio blog. E' nato il primo giorno di questa esperienza ed è giusto che muoia l'ultimo giorno. Rimarrà pubblico ed indicizzato sui motori di ricerca perchè - chissà - a qualche nuovo emigrante italiano potrà tornare utile.
The end.
domenica 1 febbraio 2009
venerdì 30 gennaio 2009
Bilanco. Parte III.
Alla fine qui sono stato bene. Ho trovato molte teste di ca##o, ma diciamo che siamo nella media.
Se mi dicessero di dover scegliere tra un trasferimento a Milano oppure in Spagna, sceglierei decisamente il secondo ;-)
Ho passato bei momenti e brutti momenti. Ci sono stati giorni di esaltazione e giorni di depressione. Ma mi hanno fatto bene, mi hanno fatto crescere e anche capire molte cose.
Mi hanno fatto capire di quanto labili possono essere i rapporti. Di quante amicizie sembravano forti, su quante persone credevi di "poter contare" ma alla fine non ti hanno granchè aiutato.
Mi sono trovato per la prima volta a dover fare tutto da solo. Anzi, un po' troppo solo.
Siamo tutti occupati da noi stessi, corriamo e badiamo solo a quello che ci è intorno, quando parti quindi non fai più parte di quel "intorno" degli altri e amen. Panta rei.
Fortunatamente non posso fare di tutta un erba un fascio ;-)
Stasera c'è la mia "fiesta de despedida" che si preannuncia abbastanza alcoolica, abbastanza loca e un po' anche triste. In molti mi hanno detto che gli mancherò e che sono stati bene con me.
Mi hanno fatto sentire bene, mi hanno fatto sentire importante e consapevole di aver lasciato un "segno" della mia esistenza anche qui.
Se mi dicessero di dover scegliere tra un trasferimento a Milano oppure in Spagna, sceglierei decisamente il secondo ;-)
Ho passato bei momenti e brutti momenti. Ci sono stati giorni di esaltazione e giorni di depressione. Ma mi hanno fatto bene, mi hanno fatto crescere e anche capire molte cose.
Mi hanno fatto capire di quanto labili possono essere i rapporti. Di quante amicizie sembravano forti, su quante persone credevi di "poter contare" ma alla fine non ti hanno granchè aiutato.
Mi sono trovato per la prima volta a dover fare tutto da solo. Anzi, un po' troppo solo.
Siamo tutti occupati da noi stessi, corriamo e badiamo solo a quello che ci è intorno, quando parti quindi non fai più parte di quel "intorno" degli altri e amen. Panta rei.
Fortunatamente non posso fare di tutta un erba un fascio ;-)
Stasera c'è la mia "fiesta de despedida" che si preannuncia abbastanza alcoolica, abbastanza loca e un po' anche triste. In molti mi hanno detto che gli mancherò e che sono stati bene con me.
Mi hanno fatto sentire bene, mi hanno fatto sentire importante e consapevole di aver lasciato un "segno" della mia esistenza anche qui.
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mercoledì 28 gennaio 2009
Bilancio. Parte II.
La situazione professionale si era presentata molto bene. Tutti sembravano giovani e rampanti.
Mi sbagliavo.
Mi sbagliavo perchè non avevo calcolato che gli spagnoli in quanto essere umani soffrono di una delle sindromi più diffuse e meravigliosamente definite dal baresismo "carico a chiacchiere".
Di chiacchiere ne ho sentite molte e di fatti ben pochi.
Anche se ho trovato due colleghi in gamba e con cui ho legato subito, non posso non affermare che siano un po' sfaticati. Si accontentano di quello che conoscono e non vogliono imparare. Tragico difetto per chi fa il mio mestiere.
Il capo, d'altronde, non stimolava mica. Passa le sue giornate ad organizzare quelle degli altri tra calendari on-line, riunioni e lavagnetta. Un autentico incubo.
Ha 26 anni e passa le sue giornate a fare il "grande vecchio", quello che "io ho visto cose che voi umani non osate nemmeno immaginare... e blablabla". Se ne approfitta perchè è il figlio del titolare.
Non sa fare una benemerita mazza e si permette il lusso di gestire il gruppo.
Se da un lato mi ha sempre lodato come "l'esperto/guru" dall'altro non si faceva mai sfuggire occasione per imporre il suo pensiero e il suo volere. Fa niente che la gran parte delle volte era inutile e - anzi - tecnicamente pericoloso. Ma il potere è potere, vuoi mettere?!
Per il resto, si sono alternati ragazzetti in procinto di laurearsi in informatica che venivano benbene sfruttati per i lavori più "sporchi". Non credevate mica che la Spagna sia il paradiso e gli esseri umani si comportino diverasamente dall'Italia?!?
Infatti uno dei più grandi insegnamenti, nonchè luoghi comuni, che ora posso affermare a gran voce è: tutto il mondo è paese.
Segue...
Mi sbagliavo.
Mi sbagliavo perchè non avevo calcolato che gli spagnoli in quanto essere umani soffrono di una delle sindromi più diffuse e meravigliosamente definite dal baresismo "carico a chiacchiere".
Di chiacchiere ne ho sentite molte e di fatti ben pochi.
Anche se ho trovato due colleghi in gamba e con cui ho legato subito, non posso non affermare che siano un po' sfaticati. Si accontentano di quello che conoscono e non vogliono imparare. Tragico difetto per chi fa il mio mestiere.
Il capo, d'altronde, non stimolava mica. Passa le sue giornate ad organizzare quelle degli altri tra calendari on-line, riunioni e lavagnetta. Un autentico incubo.
Ha 26 anni e passa le sue giornate a fare il "grande vecchio", quello che "io ho visto cose che voi umani non osate nemmeno immaginare... e blablabla". Se ne approfitta perchè è il figlio del titolare.
Non sa fare una benemerita mazza e si permette il lusso di gestire il gruppo.
Se da un lato mi ha sempre lodato come "l'esperto/guru" dall'altro non si faceva mai sfuggire occasione per imporre il suo pensiero e il suo volere. Fa niente che la gran parte delle volte era inutile e - anzi - tecnicamente pericoloso. Ma il potere è potere, vuoi mettere?!
Per il resto, si sono alternati ragazzetti in procinto di laurearsi in informatica che venivano benbene sfruttati per i lavori più "sporchi". Non credevate mica che la Spagna sia il paradiso e gli esseri umani si comportino diverasamente dall'Italia?!?
Infatti uno dei più grandi insegnamenti, nonchè luoghi comuni, che ora posso affermare a gran voce è: tutto il mondo è paese.
Segue...
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lunedì 26 gennaio 2009
Bilancio. Parte I.
Tra esattamente una settimana lascio la Spagna per fare ritorno in patria. Credo quindi sia tempo di tirare le somme.
Non so come tirarle, non so che ordine dare ai miei pensieri a conclusione di questa esperienza all'estero. Si perdoni quindi la confusione che regnerà nei prossimi post ma... mica avete pagato per leggere, quindi accontentatevi! :-P
Partiamo da un dato di fatto: sono qui da 7 mesi. Sono andato molto oltre le aspettative di qualcuno e forse anche delle mie.
Sinceramente all'inizio, se da un lato ero "cazzuto" e avevo preso la situazione di petto, dall'altro ero un po' preoccupato. Ho sempre saputo di essere legato molto alla mia terra e per questo non potevo non mettere in conto un eventuale rientro anticipato. Che, in senso lato, comunque c'è stato.
All'inizio mi avevano proposto una esperienza "strardinaria", in un ambiente dinamico, giovane, "flessibile", dove avrei avuto la massima libertà. Chiacchiere. E pure molte.
Ho trovato un ambiente diverso da quello mio solito, ma sarebbe stato difficile il contrario visto che ho solcato almeno il confine.
Ma andiamo in ordine. Sicuramente il primo mese è stato quasi di vacanza, divoravo tutte le novità giornaliere, ero entusiasta del nuovo ambiente e non andavo mai a dormire prima di mezzanotte.
Il secondo mese è stato invece una piccola tragedia, complice il caldo e le "ferie obbligate" di molti, Murcia si è trasformata in un deserto.
Da Settembre in poi c'è stato un lento declino, la routine ha preso il sopravvento e lo "straordinario" è evoluto in "ordinario". Piano piano tutte le cose che all'inizio mi sembravano strane, sciocche o sui-generis sono diventate la mia quotidianità. Così come la lingua.
Se il primo mese ero completamente "straniero", dopo le prime settimane sono entrato a pieno regime nel nuovo idioma e nei nuovi "costumi sociali".
Vedi la seconda colazione delle 11.00 a base di bocadillos o la gradazione alcoolica delle serate.
Un altro dato di fatto è che l'esperienza dal punto di vista culturale è stata fenomenale. Conoscere, vivere, lavorare e stare gomito a gomito con ragazzi/e provenienti da mezzo globo mi ha profondamente colpito.
Parlare, scherzare e ridere con ragazze con gli occhi a mandorla, o giocare a pallone con polacchi, tedeschi e messicani non poteva non conquistarmi. Grazie a questa esperienza ho conosciuto gente e ho confrontato le mie idee, mi sono ricreduto di tutti gli stereotipi che ci portiamo appresso, ho scoperto usanze che non credevo potessero esistere (le formalità sociali della Korea del Sud) e constatato che il mio inglese - che ritenevo decente - messo a confronto con gli altri ragazzi è di un livello meno che scolastico.
Dal punto di vista professionale l'esperienza non è stata meno proficua. Ma purtroppo non come avrei immaginato.
Qui, un po' per l'assenza di mille "distrazioni" un po' per il rilievo che mi hanno dato, ho potuto approfondire in maniera autonoma le miei conoscenze. Ho avuto il tempo e la tranquillità per scoprire e studiare nuovi e interessanti metodi di sviluppo web.
Certo, in teoria avrei dovuto essere il "project leader" trainare il gruppo di persone dell'ufficio che si occupa del web. Ma tutto questo non è avvenuto.
Approfondimenti nella II parte di questo bilancio ;-)
Non so come tirarle, non so che ordine dare ai miei pensieri a conclusione di questa esperienza all'estero. Si perdoni quindi la confusione che regnerà nei prossimi post ma... mica avete pagato per leggere, quindi accontentatevi! :-P
Partiamo da un dato di fatto: sono qui da 7 mesi. Sono andato molto oltre le aspettative di qualcuno e forse anche delle mie.
Sinceramente all'inizio, se da un lato ero "cazzuto" e avevo preso la situazione di petto, dall'altro ero un po' preoccupato. Ho sempre saputo di essere legato molto alla mia terra e per questo non potevo non mettere in conto un eventuale rientro anticipato. Che, in senso lato, comunque c'è stato.
All'inizio mi avevano proposto una esperienza "strardinaria", in un ambiente dinamico, giovane, "flessibile", dove avrei avuto la massima libertà. Chiacchiere. E pure molte.
Ho trovato un ambiente diverso da quello mio solito, ma sarebbe stato difficile il contrario visto che ho solcato almeno il confine.
Ma andiamo in ordine. Sicuramente il primo mese è stato quasi di vacanza, divoravo tutte le novità giornaliere, ero entusiasta del nuovo ambiente e non andavo mai a dormire prima di mezzanotte.
Il secondo mese è stato invece una piccola tragedia, complice il caldo e le "ferie obbligate" di molti, Murcia si è trasformata in un deserto.
Da Settembre in poi c'è stato un lento declino, la routine ha preso il sopravvento e lo "straordinario" è evoluto in "ordinario". Piano piano tutte le cose che all'inizio mi sembravano strane, sciocche o sui-generis sono diventate la mia quotidianità. Così come la lingua.
Se il primo mese ero completamente "straniero", dopo le prime settimane sono entrato a pieno regime nel nuovo idioma e nei nuovi "costumi sociali".
Vedi la seconda colazione delle 11.00 a base di bocadillos o la gradazione alcoolica delle serate.
Un altro dato di fatto è che l'esperienza dal punto di vista culturale è stata fenomenale. Conoscere, vivere, lavorare e stare gomito a gomito con ragazzi/e provenienti da mezzo globo mi ha profondamente colpito.
Parlare, scherzare e ridere con ragazze con gli occhi a mandorla, o giocare a pallone con polacchi, tedeschi e messicani non poteva non conquistarmi. Grazie a questa esperienza ho conosciuto gente e ho confrontato le mie idee, mi sono ricreduto di tutti gli stereotipi che ci portiamo appresso, ho scoperto usanze che non credevo potessero esistere (le formalità sociali della Korea del Sud) e constatato che il mio inglese - che ritenevo decente - messo a confronto con gli altri ragazzi è di un livello meno che scolastico.
Dal punto di vista professionale l'esperienza non è stata meno proficua. Ma purtroppo non come avrei immaginato.
Qui, un po' per l'assenza di mille "distrazioni" un po' per il rilievo che mi hanno dato, ho potuto approfondire in maniera autonoma le miei conoscenze. Ho avuto il tempo e la tranquillità per scoprire e studiare nuovi e interessanti metodi di sviluppo web.
Certo, in teoria avrei dovuto essere il "project leader" trainare il gruppo di persone dell'ufficio che si occupa del web. Ma tutto questo non è avvenuto.
Approfondimenti nella II parte di questo bilancio ;-)
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giovedì 22 gennaio 2009
Come facevano gli antichi
Ed eccola qui, l'ultima rogna del piso. Non poteva non accadere l'impensabile.
Da 3 giorni stiamo con la caldaia rotta e questo vuol dire: no acqua calda dai rubinetti no termosifone :-(
Senza termosifone si può sopravvivere, ma senza acqua calda è praticamente disumano! Da due giorni utilizzo il metodo "antico" per farmi la doccia: acqua riscaldata nella pentola sulla cucina e spugna a manetta.
Da due giorni cerco di contattare il servizio tecnico ma mi prendono per i fondelli. Ce la farò a farmi una doccia completa prima della partenza?
Da 3 giorni stiamo con la caldaia rotta e questo vuol dire: no acqua calda dai rubinetti no termosifone :-(
Senza termosifone si può sopravvivere, ma senza acqua calda è praticamente disumano! Da due giorni utilizzo il metodo "antico" per farmi la doccia: acqua riscaldata nella pentola sulla cucina e spugna a manetta.
Da due giorni cerco di contattare il servizio tecnico ma mi prendono per i fondelli. Ce la farò a farmi una doccia completa prima della partenza?
domenica 11 gennaio 2009
Questa è casa mia, e qui comando io!
Questo sembra essere il motto del mio capo: ed ecco a voi - siooore e siooori - l'ultimo capriccio del capo ... rullo di tamburi ... il nuovo orario di lavoro! Applusi grazie per l'ennesima ca##ata!
Venerdì sua Signoria mi accompagna fino alla fermata del bus "per chiedermi come vanno le cose". Io che lo informo puntualmente sull'avanzamento del progetto già storco il naso: deve chiedermi qualcosa. Ed infatti eccola lì la sòla (cfr. modi di dire romaneschi). Da domani nuovo orario di lavoro : 9.00-14.00 17.00-19.30. Bella rogna.
"Sai, fino ad ora tu eri uno dei pochi con un orario di lavoro diverso". Già ma anche loro all'inizio mi avevano parlato di "motivazione intrinseca", "flessibilità", "ambiente dinamico" e tante altre belle parole. E poi loro mi hanno detto di fare quell'orario mica l'ho scelto io.
Fino a venerdì avevo un normalissimo 9.00-17.30 con ora di pausa pranzo, mentre da domani dovrò sorbirmi questo scomodissimo orario.
Il mio collega con me alla fermata del bus ha seguito impassibile il comunicato a reti unificate e quando il capo si è allontanato - dato che ormai sanno anche qui quanto posso essere acido e puntiglioso - mi ha domandato: e tu perchè non gli hai detto subito "ok"? Stai bene?
Perchè?!? Perchè?!?! Mi mancano solo tre settimane e rogne non ne voglio avere. Mi mancano tre settimane per lasciare questa gabbia di matti, falsi, ipocriti e bacchettoni, la vergogna di tutti i cristiani!
E poi, diciamocelo, mi porto i libri e me ne vado in biblioteca a studiare.
Resta però il fatto che il comportamento è veramente assurdo. Altro che manager, qui fanno veramente quello che ca##o gli pare con le persone. Non sono manager sono i "padroni"!
Naturalmente la vera spiegazione è la seguente: il capo abita a 50 metri dal posto di lavoro. All'ora di pranzo quindi va a casa a mangiare da mammà, si fa la siesta e poi torna riposato in ufficio. Torna appunto per le 17.00 ed io mezz'ora dopo vado via.
Per lui sarà proprio qualcosa di insopportabile non avermi a disposizione nel "suo" pomeriggio.
Vabè, ingoio e vado avanti. Rimane l'unica questione da risolvere: l'ultimo giorno di lavoro lo mando a farein###o come nel mio stile (sagace, preciso e pungente), o meglio non mandarlo per poterlo tenere in caldo e chiedere denari (tanti e facendo come dico io) quando tra due mesi - essendo incapaci - non sapranno come portare avanti il progetto?
Si attendo suggerimenti in merito ;-)
Venerdì sua Signoria mi accompagna fino alla fermata del bus "per chiedermi come vanno le cose". Io che lo informo puntualmente sull'avanzamento del progetto già storco il naso: deve chiedermi qualcosa. Ed infatti eccola lì la sòla (cfr. modi di dire romaneschi). Da domani nuovo orario di lavoro : 9.00-14.00 17.00-19.30. Bella rogna.
"Sai, fino ad ora tu eri uno dei pochi con un orario di lavoro diverso". Già ma anche loro all'inizio mi avevano parlato di "motivazione intrinseca", "flessibilità", "ambiente dinamico" e tante altre belle parole. E poi loro mi hanno detto di fare quell'orario mica l'ho scelto io.
Fino a venerdì avevo un normalissimo 9.00-17.30 con ora di pausa pranzo, mentre da domani dovrò sorbirmi questo scomodissimo orario.
Il mio collega con me alla fermata del bus ha seguito impassibile il comunicato a reti unificate e quando il capo si è allontanato - dato che ormai sanno anche qui quanto posso essere acido e puntiglioso - mi ha domandato: e tu perchè non gli hai detto subito "ok"? Stai bene?
Perchè?!? Perchè?!?! Mi mancano solo tre settimane e rogne non ne voglio avere. Mi mancano tre settimane per lasciare questa gabbia di matti, falsi, ipocriti e bacchettoni, la vergogna di tutti i cristiani!
E poi, diciamocelo, mi porto i libri e me ne vado in biblioteca a studiare.
Resta però il fatto che il comportamento è veramente assurdo. Altro che manager, qui fanno veramente quello che ca##o gli pare con le persone. Non sono manager sono i "padroni"!
Naturalmente la vera spiegazione è la seguente: il capo abita a 50 metri dal posto di lavoro. All'ora di pranzo quindi va a casa a mangiare da mammà, si fa la siesta e poi torna riposato in ufficio. Torna appunto per le 17.00 ed io mezz'ora dopo vado via.
Per lui sarà proprio qualcosa di insopportabile non avermi a disposizione nel "suo" pomeriggio.
Vabè, ingoio e vado avanti. Rimane l'unica questione da risolvere: l'ultimo giorno di lavoro lo mando a farein###o come nel mio stile (sagace, preciso e pungente), o meglio non mandarlo per poterlo tenere in caldo e chiedere denari (tanti e facendo come dico io) quando tra due mesi - essendo incapaci - non sapranno come portare avanti il progetto?
Si attendo suggerimenti in merito ;-)
martedì 6 gennaio 2009
L'ultima trasferta
Domani si riparte. L'ennesima valigia. L'ennesimo volo.
Questa è l'ultima trasferta (per il momento ;-)) Italia -> Spagna. Sono state due settimane di relax e studio, dedicate ad ingrassare e stare con gli altri. Ma adesso è il tempo più duro.
Devo tornare a Murcia e studiare per gli ultimi due esami. Devo superarli, altrimenti non mi laureo per Aprile :-(
Quindi da domani, dopo un luuuungo viaggio per arrivare a Murcia, parte la clausura.
Questa è l'ultima trasferta (per il momento ;-)) Italia -> Spagna. Sono state due settimane di relax e studio, dedicate ad ingrassare e stare con gli altri. Ma adesso è il tempo più duro.
Devo tornare a Murcia e studiare per gli ultimi due esami. Devo superarli, altrimenti non mi laureo per Aprile :-(
Quindi da domani, dopo un luuuungo viaggio per arrivare a Murcia, parte la clausura.
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