mercoledì 2 luglio 2008

La torre di Babele

Cosa ci fanno un italiano, un americano, una polacca, una russa, una finladese e una coreana?
Parlano! O meglio, they try to have a conversation.
Un'autentica Babele, ormai ragiono, parlo e sparlo in tre lingue diverse. Una bella situazione, una multuculturalità che mi piace molto, me gusta mucho.
Questo pomeriggio invece di Valencia mi è toccata la  piscina con gli altri compagni di corso, tutti stranieri of course. Un pomeriggio comodamente al cazzeggio in tenuta balneare.
Naturalmente io messo a confronto con la pelle pallida delle nord-europee sembro magrebino! :-)
Bello, bello e bello. Fa niente che parlo una mediocre inglese e un indecente spagnolo, ma almeno apprezzo il bello di essere diversi. Tutti insieme a cercare di far chiacchiere in inglese.
Diversi, ma non troppo. Tutti gli stranieri appena parlano con me accennano alla mafia. E' un'autentica fissazione: basta dirgli che provieni dal sud-Italia e subito invece di dire "ahh, la parte dell'Italia dove splende più il sole?" mi dicono "ahh, dalla terra della Mafia".
E io perdo - in un pessimo inglese - dieci minuti della mia vita ogni volta a spiegare a queste simpatiche e sprovvedute ragazze che la Mafia dei film non esiste. La mafia è la prima "global company" ed è presente anche nei loro paesi. Nessuno escluso.
Naturalmente mi predono bellamente per il culo per il nostro primo ministro. Tutti che sorridono maliziosamente. Vabè, ci faccio l'abitudine e rimango piuttosto contrariato.

Il pomeriggio passa tranquillamente, ma è il ritorno a casa che più mi stupisce.
La scena: una appartamento e tre ragazzi: un americano, un italiano e un andaluso (spagnolo del sud).
L'andaluso non parla altro che spagnolo e l'americano solo l'inglese. Io faccio il "man in the middle", mi tocca fare da traduttore.
L'andaluso parla in spagnolo, io capisco in italiano e traduco in inglese. L'americano parla in inglese, io  traduco in italiano e cerco di farmi capire dall'andaluso.
Mi spanzo dalle risate, ma penso che 30 giorni così potrebbero portarmi al manicomio.
Ok, ora vado. C'è la birra col polacco: Kuba, figo il nome!
ore 21.35 ed è appena iniziato il tramonto...

3 commenti:

Unknown ha detto...

Eh Vito, Vito e tu che ti stavi preocupando... (leggi qualche post precedente).
La cosa eccelsa è che lì dove lavori hanno preso a cuore la multiculturalità creando spazi e svaghi fatti a misura di straniero. O è solo accoglienza, quella che spesso manca un po' ovunque... d'altronde siamo stranieri pur se calpestiamo la stessa polvere e respiriamo la stessa aria?
Open your mind dear old world!

Comunque Vito le parole non sono sempre indispensabili, per fare molte cose si possono anche non usare (e per farne "altre" si DEVONO non usare :P)

Vito ha detto...

Madò come stai profondo...

Unknown ha detto...

Si lo so è la domenica mattina... certe volte non approdo neanche io.

Cmq, per la cronaca, stamattina abbiamo una collega bionda che sta facendo training per le iscrizioni on-line.
L'hanno fatto apposta eh? :)