Questi due elementi, simboli dell'economia locale, mi hanno da subito colpito.
In qualsiasi via, piazza o groviglio di vicoli di questa calda città vi assicuro che non manca mai una filiale bancaria. E le gru non sono da meno. Hanno una concentrazione di agenzie creditizie impressionante, al limite dell'indicibile. Le strade principali di Murcia riescono anche ad ospitare tre banche differenti nello stesso isolato e non c'è angolo che mi trovi a percorrere senza un'insegna floruescente del "servired" (il circuito bancomat spagnolo).
C'è da dire che la granparte delle agenzie che ho visto hanno dimensioni spaziali ridotte rispetto a quelle medie italiane. Uno/due sportelli per le operazioni e un paio di scrivanie per i consulenti.
Le gru invece, pur presenti nel centro città, la fanno da padrona nella periferia. Tirano su interi quartieri in men che non si dica, con battaglioni di operai e muratori che gremiscono i cantieri.
La cosa triste è che questi quartieri e nuove zone sono tutte perfettamente identiche. Replicano a decine le stesse villette e gli stessi palazzi. Interi quartieri che sembrano un grande copia/incolla, con case uguali e topografie identiche.
Il sogno spagnolo: una bella villetta (clonata) con piscina condominiale e viali di cemento?
Non so se questo si può definire sogno ma so che anche qui si pronuncia la fatidica parola "crisi" (crisis). Sembra che anche qui hanno costruito più della richiesta esistente.
Immagino che qui, con questa alta concetrazione di banche e gru, se non hanno delle politiche governative serie (quindi evitare il modello Italia) finiranno anche loro per stringere la ginghia.
P.S. non è un augurio, ma un piccolo sprono a pensare al futuro in maniera seria e non alle leggi ad-personam come si fa in terra italica.
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