lunedì 30 giugno 2008

Primo giorno di lavoro (magari!)


Oggi mi sono svegliato gasato. Finalmente smetto di stare in vacanza e mi tuffo nella nuova realtà!
Nada. I programmi erano quelli di andare all'Università, ma il tipo spagnolo ha avuto una telef
onata. Funerale a Cartagena. "Vuoi venire? O è un problema?" mi chiede, io che in realtà non riesco a organizzarmi ancora autonom
amente le giornate gli rispondo che non ci sono problemi.
Quindi, stamattina "funerale spagnolo". Immancabile il cantante fornito con chitarra. Vabè, poco male che non capisco nulla di quello che dice il prete, ma almeno ascolto divertito i canti cattolici-iberici :-)
Naturalmente dopo il funerale breve visita a Cartagena. Bellissima città.

I romani hanno pensato bene di fondare qui una delle loro più belle città e con porto annesso. Naturalmente gli spagnoli hanno fatto il resto. Hanno costruito un'intera città con gusto.
Il tour è stato breve, ma sono riuscito a fare qualche foto che posto.

Bene, tra un quarto d'ora dovrebbero passarmi a prendere per andare finalmente nel nuovo ufficio e incominciare a lavorare. Mi scoccio a fare troppo il turista e l'ospite.

La vittoria della Spagna in terra Spagnola..

Naturalmente non potevo mancare all'evento. Sin dal primo pomeriggio c'erano trombe e macchine con bandiere spagnole bene in evidenza.
Col passare del tempo e l'avvicinarsi dell'ora X, le strade si sono riempite di "flussi migratori giallo rossi" di grande numero. Gente di tutta l'età con addosso magliette rosse.
Un'autentica fiesta, a questi qui ogni scusa è buona ;-)

Abbiamo passato la serata in uno dei tanti bar con tavolini e schermo da 34 pollici. Bell'atmosfera, tante birre e chicas abbastanza discinte...
Boato. La Spagna segna contro un'assente Germania.
La cosa che mi ha colpito di più non è il boato per il gol, ma quelli ripetuti (con fischi) ogni qualvolta sullo schermo inquadravano Zapatero. Qui a Murcia ce l'hanno letterlamente sugli zebedei, sembra che l'intera città (e mi dicono, tutta l'intera regione) voti in massa il partito popolare (partito di destra) e siccome gli spagnoli sono molto passionali, basta vedere il "rivale politico" per scatenare la bolgia.
E' come se noi dovessimo fischiare Berlusca ognivolta passa in televisione... praticamente andremmo in giro con le bombole d'ossigeno!!
La partita termina. La Spagna è campione d'Europa.
Sulle strae nella piazza principale si scatena l'euforia più spinta. Mai vista tanta gente festeggiare tutti insieme. I festeggiamenti degli italiani per la vittoria mondiale sembrano una festicciola di bambini al McDonald :-S
Tutti a cantare insieme, fiumi di alcool (ovviamente...), botti e bandiere a coprire gli abiti ormai bagnati di chi si è tuffato nella fontana centrale.
Bell'aria, bella notte (festeggiamente fino alle 5.00) e molto sonno in vista del mio primo giorno di lavoro.

sabato 28 giugno 2008

Arrivato!

Finalmente arrivato nella terra iberica.
Ci sono un bel po' di buone notizie. Prima: partendo da Bari, con 9Kg di bagaglio "supplementari" a seguito, avrei dovuto pagare la bellezza di 90€ (10€/Kg di supplemento).. ho fatto la "faccia del peccato" col tipo del check-in e sono stato graziato :-) Niente euri di supplemento.
Seconda buona notizia: nell'appartamen
to che mi hanno trovato c'è la connessione wifi "libera" ovvero basta aprire il portatile e collegarsi.
Terza notizia: sti spagnoli sono veramente folli. Da ieri non faccio che mangiare e cazzeggiare. Sarà questo il paradiso o è solo la "carota" e tra un po' mi aspetterà il "bastone"? :-S Vabè, io me la godo finquando c'è.

Non mi sento come un "pesce fuor d'acqua", tutto ha un'aria vagamente italiana. Per il momento i lati positivi degli italiani, speriamo di non scoprire subito che qui di italiano non c'è solo il meglio...
Un po' di ottimismo, và. Pensiamo positivo. Pensiamo a domani, alla finale della EuroCopa (così la chiamano loro) che vedrà la Spagna battersi con la Germania.
Ovviamente indosserò una maglia rossa, per tanti motivi, oltre quelli piuttosto ovvi di velato opportunismo anche quelli un po' più empatici... tra Spagna e Germania mi garbano molto più gli iberici.
Il mio compagno di corso di spagnolo e di appartamento (ammesso che non lo cambi, qui la pulizia latita) è un simpatico californiano, Matt (assieme ad uno spagnolo), che mi dicono essere piuttosto intelligente. Proviene da Berkeley e tanto basta! ;-)
Quindi oltre lo spagnolo mi sa che la seconda lingua ufficiale sarà sicuram
ente l'inglese.
Per il momento qui ho tutto da guadagnare, speriamo che l'idillio non vada in frantumi.

Allego le foto della prima PAELLA e del monastero visitato in mattinata.

giovedì 26 giugno 2008

- 24h alla partenza

Mancano esattamente 24h alla partenza. Sono in pista, sto rullando e l'unico obiettivo - per il momento - è prendere il volo.
Mi concentro. Si sa, le parti più difficili sono il decollo e l'atterraggio. Il volo è quasi una passeggiata, sta tutto nel partire bene.
Più ci penso e più questo mi mette coraggio.

lunedì 23 giugno 2008

One way


Sono nella fase "ansia da partenza". Stilo liste, prendo le valigie, organizzo l'hard disk portatile con gli MP3, navigo un po' alla ricerca di qualcuno che parli di questa Murcia.
Sono un po' irrequieto. Ho entusiasmo e paura. Sentimenti forti, quasi contrastanti.
Faccio scorta di prelibatezze locali, cerco di concentrarmi e spero. Spero di non deludere chi lascio e chi troverò. Spero che poi alla fine si riveli tutto più semplice di quanto non sembri.

Sono un po' alienato, non mi riconosco. Forse era il momento di crescere, di cambiare... ma non così di botto!
Tra le tante cose che sto cercando di riordinare ho trovato il biglietto per Murcia: solo andata.

Già quando l'ho acquistato, per il solo fatto di cliccare su quella fatidica parolina mi ha messo tristezza. Ma ora rivedendolo in inglese mi suona ancora più inquietante: one way.
One way, solo andata.... o traducibile anche come "una sola strada", "un solo modo". 
Cacchio, quasi mi pento di conoscere un po' di inglese... forse non mi sarebbe venuto in mente che questo viaggio "di sola andata" sia anche "l'unico modo" e la mia "unica strada".

domenica 15 giugno 2008

La linea d'ombra (jovanotti, ma sembra che l'abbia scritta io :-P)

La linea d'ombra la nebbia che io vedo a me davanti
per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo
mi offrono un incarico di responsabilità
portare questa nave verso una rotta che nessuno sa
è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria
ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto
mi giro e mi rigiro sul mio letto
mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome
il fondo del caffè confonde il dove e il come
e per la prima volta so cos'è la nostalgia
la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone
è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione
soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante
mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura?
La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio
"la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione"
arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione
e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione
guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro
vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera
ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare
mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare.
Mi offrono un incarico di responsabilità
non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone
mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto
e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare
studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte
e quando passerà il monsone dirò levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.

mercoledì 11 giugno 2008

Luoghi comuni


Dalla mia prima "dichiarazione di emigrazione" ne ho sentiti parecchi. Di luoghi comuni, intendo.
C'è un certo fermento creativo nei confronti dei nostri cugini iberici, naturalmente dettati da millenari episodi e/o comportamenti conosciuti.

Perciò vado ad elencare un po' di cose sentite :
  • "Iii... madonn, che alla Spagn accidn le cristian"(trad. Iii... madonna, che in Spagna uccidono le persone)
    speaker: madre di mia zia
  • "Mho! Quante te ne devi fare!"
    speakers: svariati amici maschi, [agg. 15/6] il mio dentista
  • "E bravo! Lì sono tutte calienti!"
    speakers: svariate amiche
  • "Ogni giorno paiella"
    speakers: vari
Ovviamente ci sono frasi che non ricordo, mi riprometto di aggiornare questo posta appena possibile ;-)

sabato 7 giugno 2008

Il dado è tratto


Deciso e cazzuto. Ovvero, non è che abbia avuto scelta.
Immagina un po' la situazione: sei un ragazzo di 27 anni con una discreta esperienza professionale, lavori in un ambiente con pochi stimoli e non sei "legato a qualcuno". 
Ti propongono un'esperienza di un anno in terra estera dove, oltre a garantirti uno stipendio decente e corso di spagnolo, andrai a far vedere (finalmente) quanto vali, in un paese in pieno sviluppo e un'istituzione universitaria di rilievo. Tu cosa faresti?
O meglio, se decidessi di non andare cosa ti farebbero i tuoi amici e parenti? :-D

E poi, stiamo sempre a lamentarci che non ci capiscono, non ci stimano, non riusciamo ad avere i nostri spazi, la politica e i politici italiani son sempre quelli, "non esistono più le mezze stagioni signora mia" e così via... ora che hai la possibilità di svoltare? che fai, rifiuti?

Della serie: parliamo di scelte, ma in effetti non c'era molto da scegliere.
Mha! Sono su un bello scoglio e ho la possibilità di buttarmi nel mare blu: tappo il naso, chiudo gli occhi e faccio tre passi indietro per la rincorsa.